I LUOGHI DELLA PIETRA

«Neglette, e quasi molli in ampia massa,
le pietre a Lecce crea l’alma Natura:
ma poiché son rescise, in loro passa
virtute, che le pregia, e che l’indura:
mirabili a vederle, ò se vi si lassa
scelti lavor la dedala scultura,
ò se ne fanno i dorici Architetti
gran frontespitij con superbi aspetti. »

(Ascanio Grandi, I fasci sacri, 1635)

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MASSERIA TORCITO

All’interno di feudo Cerceto, a poche centinaia di metri da Cannole, si può raggiungere la masseria Torcito percorrendo Via Calabra, un prolungamento della Via Appia, costruita nel 312 a.C. da Claudio Appio Cieco. Poggiata su un lieve altopiano La Masseria di Torcito, a pochi chilometri dal mare,  è passata  da semplice abitazione di massari (la struttura originale è riferibile al XII sec.) a  Masseria Fortificata. Vengono, infatti, costruite o rialzate le mura di cinta in pietra leccese  e viene edificato il primo piano.

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IL PALAZZO DEL SEMINARIO

Piazza del Duomo, il cuore del centro storico di Lecce, ospita l’antico Palazzo del Seminario che custodisce la Chiesa più nascosta del barocco leccese, piccolo capolavoro di pietra leccese che sfugge alla maggior parte dei turisti. Il palazzo fu costruito tra il 1694 e il 1709 in stile barocco leccese, commissionato dal vescovo Michele Pignatelli all’architetto Giuseppe Cino.

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LA CHIESA DI SAN MATTEO, “PANTHEON DEL BAROCCO LECCESE”

Durante il ‘600 la dominazione spagnola fece assumere all’arte una nuova forma per adattarsi ai tempi, allontanandosi dall’antica forma classica. Proprio in merito al barocco salentino i giudizi dei critici sono stati spesso in contrasto tra loro: alcuni si sono espressi con parole di disgusto mentre altri trovarono in quella nuova arte grandi qualità estetiche.

Il barocco leccese si diffuse nella seconda metà del XVII in tutta la provincia grazia anche alla qualità della pietra locale impiegata, la tenera e compatta pietra leccese dai toni caldi e dorati.

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